Loading color scheme

A tu per tu con Riccardo e i suoi Burattini

Riccardo Pazzaglia, il grande burattinaio erede del maestro Demetrio Presini che sotto le 2 torri ha fatto grande l’arte burattinaia, porta avanti per tutti noi bolognesi quel sogno di riavere il teatrino stabile dei burattini in piazza.

Chi era bambino negli anni Ottanta il teatrino stabile dei burattini in piazza Maggiore se lo ricorda bene. E Riccardo Pazzaglia, che allora era uno di quei piccoli cittadini con la bocca spalancata sotto il palco, quella carezza della domenica non solo non riesce a dimenticarla ma è stata anche la scintilla che gli ha regalato un mestiere. Al primo spettacolo che ha contribuito a mettere in scena, il Don Giovanni, aveva appena 11 anni. I burattinai improvvisati per le celebrazioni mozartiani erano Fausto Carpani, decano della tradizione dialettale bolognese, Stefano Zuffi, violinista e virtuoso della musica popolare, e l'attrice Flavia Vallotti. Oggi Riccardo ha 40 anni ed è considerato il giovane babbo (così Pinocchio chiamava mastro Geppetto) di tutti i burattini. Come tutti i babbi, anche Riccardo sogna il meglio per i propri figli: una casa tutta per loro. «Ho fatto a me stesso una promessa – rivela –: ricreare un teatro stabile dei burattini sotto le Due Torri». Il progetto è stato presentato al sindaco Virginio Merola e all'assessore alla Cultura Matteo Lepore e, visti i numeri registrati la scorsa estate dalla piccola rassegna allestita nel Cortile d'Onore di Palazzo d'Accursio (3600 spettatori), il successo sarebbe garantito. Nel frattempo, appuntamento alle 16.00 il 27 dicembre al Teatro Tivoli (via Massarenti, 418) con lo spettacolo di Natale, Fata smemorina.


Come nasce una burattinaio?
«Fin da bambino sono stato a contatto col dialetto, che poi mi è servito per la caratterizzazione dei personaggi. I miei primi docenti sono stati i nonni. Allora in Sala Borsa esisteva ancora il Teatrén di buraténche derivava dall'esperienza estiva storica dei burattinai della città. E io, che ero sempre agli spettacoli, anche quelli di Romano Danielli che ora è il decano della nostra associazione, ne uscivo estasiato. Passavo le notti a immaginare come muovere le mani e sognavo di diventare, un giorno, burattinaio a mia volta».


E quando è successo?
«I primi burattini li chiesi a Babbo Natale che avevo appena 3 anni. La domenica obbligavo genitori e parenti ad assistere agli spettacoli che mettevo in scena nella mia cameretta».


Un ricordo di Presini?
«Sono stato il suo ultimo allievo. Il suo teatro era un riferimento per tutti i bambini che vivevano in città. Per farlo apprezzare anche dai piccoli che non erano di origine bolognese fece qualcosa di straordinariamente coraggioso per quei tempi: diminuì le parole in dialetto e rese fruibile a chiunque la comprensione delle maschere. E così, quasi sempre, si registrava il tutto esaurito».


È stato mai ostacolato nella realizzazione del suo sogno?
«Non era possibile. La mia passione, dopo una fase in cui avrei voluto diventare veterinario e vivere in una fattoria, è emersa autonomamente. Poi è stato un crescendo: liceo artistico e diploma in Scenografia all'Accademia di Belle Arti. Ancora oggi, i miei genitori sono sempre al mio fianco tanto che mio padre si definisce un “papà d'arte”».


Di burattini si riesce a vivere?
«Io lo faccio, non potrei fare altrimenti. Vivo di realizzazione e vendita degli spettacoli. Sono scultore e intagliatore. Nel 2018 ho scritto anche un libro: Burattini a Bologna – La storia delle teste di legno(Minerva). Le illustrazioni sono del mitico Wolfango. Dopo la sua morte, la figlia Alighiera ha trovato più di 300 tavole e le abbiamo pubblicate postume. Il laboratorio e la compagnia Burattini di Riccardo, a Bagnarola di Budrio, sono la mia famiglia. Il segreto è accontentarsi».


Qual è il messaggio che lancia ai bambini di oggi?
«Non abbandonare mai i propri sogni, anche se sembrano strampalati».

di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Genitori


L'Associazione riceve
i Patrocini dei Comuni
per le sue finalità socio/educative
a sostegno della Comunità

Esce a Marzo - Maggio
Settembre - Dicembre

In ogni numero informa 
sul mondo dei bambini
per aiutare i genitori
a comprenderli meglio

Il Comitato Etico Scientifico 
supervisiona tutti gli articoli,
a garanzia della tutela all’infanzia
e di una genitorialità consapevole,
valori a cui si riferisce
come Associazione