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I nostri bambini e lo spazio da cui imparano giocando...

“La prima prova che noi esistiamo è che occupiamo uno spazio”   Le Corbusier

Questa citazione, di uno dei più grandi maestri dell’architettura contemporanea, ci fa capire molto bene quanto lo spazio in cui cresciamo ci dia la percezione della nostra esistenza e ci permetta di identificarci in esso.

Lo stesso concetto rivisto in maniera pedagogica è stato descritto e formulato da Maria Montessori mettendo “Il bambino al centro” del suo metodo educativo.

Proprio da qui vorrei raccontarvi la mia esperienza di architetta/arredatrice e di quante camerette trascurate ho visto nei vari sopralluoghi a casa dei clienti. Di come questi genitori non riuscivano a dare uno spazio ai loro figli in cui questi amassero stare, con la conseguenza che la casa veniva “invasa” senza distinzione tra gli ambiti e le età dei vari componenti della famiglia, generando insoddisfazione verso quello che dovrebbe essere il nido per tutta la famiglia e non solo per i bambini che la compongono.

Badate bene che non sto parlando di camerette abbandonate a loro stesse, spesso erano arredate in maniera completa, tutto coordinato e coloratissimo, pieno di accessori, giocattoli e quant’altro servisse ai genitori per gestire il bambino. Ecco, proprio qui mi soffermo: in queste camerette c’era tutto quanto servisse ai genitori per gestire e accudire il loro amato bambino; ma il bambino non era al centro di questo spazio, c’erano i suoi genitori con le loro esigenze proiettate sul bambino stesso.

Per farvi esempi concreti, il bambino non ha bisogno di un armadio a tutta parete che arriva al soffitto della camera, il bambino non ha bisogno di un letto dove l’adulto si sieda comodamente ma lui fatichi a salire e scendere autonomamente, il bambino non ha bisogno di una libreria piena di libri e giocattoli a lui perfettamente inaccessibili perchè a misura di adulto. Questo serve a noi genitori per accumulare tutto ciò che riteniamo necessario.

Ci sono dei principi fondamentali da tenere a mente quando si deve pianificare la nuova cameretta dei nostri bambini, a cui pensare quando dobbiamo decidere come farla, cercherò di elencarveli brevemente per aiutarvi a ripensare questi importantissimi spazi, spesso arrangiati con la frase ormai che mi sento dire troppe volte: “appena sarà più grande poi gli faremo la camera fatta come si deve”, ma il bambino impara attraverso un suo modo unico di recepire ed elaborare le informazioni. Impara di più “facendo esperienza” dello spazio, delle cose e degli oggetti.

L’ambiente incide in maniera importante sulle capacità stesse del bambino di apprendere. Quindi un luogo confortevole sarà certamente un buon maestro fin dai primi giorni di vita.

E quindi, come fare? Ecco 4 semplici linee guida:

1] Ragiona sulle capacità motorie del tuo bambino e porta alla sua altezza ciò con cui deve relazionarsi in base alla sua età: uno specchio, i suoi libri, i giocattoli preferiti (tutti gli altri organizzali in scatole e riponili in cassettiere o armadi alti poco più di lui se ha meno di 2 anni, altrimenti lascia che ci possa arrivare da solo a scegliere e riporre via i suoi giochi autonomamente).

2] Dagli la possibilità di salire e scendere da solo dal suo letto, anche se ancora vuole dormire nel vostro lettone. Inizialmente userà il letto come rifugio durante il gioco, ma successivamente si sentirà protetto da questo spazio che avrà fatto suo e ci starà più volentieri la notte.

3] Prediligi colori naturali e basici e molti materiali naturali, soprattutto nella prima infanzia. Il colore crescerà con lui.

4] Illumina con attenzione i vari spazi, così che la luce non appiattisca tutto allo stesso modo ma crei ambiti diversificati e il bambino possa accenderla da solo.

di Isotta Zamboni
Architetta, arredatrice d’interni

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