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Qualche soldino da parte per i nostri figli... Cosa conviene fare?

Non una gran cifra, ma qualche soldino per il futuro dei miei figli vorrei proprio metterlo da parte...”  E' qui che la domanda sorge spontanea:  «Cosa conviene fare? Il classico libretto di deposito?

Costa poco, è semplice e se ho bisogno di utilizzare i fondi messi da parte non ci sono problemi». 


Perfetto, se non fosse per un aspetto: il tasso. I libretti non hanno i bolli (almeno se la giacenza media non supera i 5.000 euro) e le spese di gestione sono veramente basse, se non nulle, ma, di conseguenza, riserva ai risparmiatori un interesse davvero minimo, in linea con quello che è l’attuale costo del denaro. 

I libretti di risparmio sono assolutamente sicuri, garantiti da norme e fondi ma, e lo dice la parola stessa, non sono investimenti e non garantiscono che col passare del tempo il capitale messo da parte non perda potere d’acquisto. Quindi, siamo daccapo. 

Come fare per costruire ora, che magari ho la possibilità di farlo, un futuro per i miei figli, considerando che, con molta probabilità, quando andranno all’università tutti questi soldi da investire non li avrò più? Una parola, anzi due: Fondo Pensione.
«Ma come – penserete – mio figlio non ha nemmeno 10 anni e già gli devo fare un fondo pensione?». Ebbene sì, se volete mettere via un capitale che cresca nel tempo è una delle strade più redditizie. E, tutto sommato, anche flessibile: si può decidere la cifra da versare, si possono interrompere i versamenti quando si vuole e riprenderli quando si hanno a disposizione le risorse da investire, e una volta che vostro figlio andrà a lavorare potrà continuare a versare in questo fondo pensione aperto tutto o in parte il proprio Tfr, o tenerlo in azienda e continuare a versare autonomamente per crearsi la propria pensione integrativa.

Inoltre, gli anni in cui il genitore versa i contributi saranno conteggiati come anni di permanenza, il che permette di abbattere l’aliquota fiscale prevista sulla tassazione finale che, dal 15% massimo, può scendere fino al 9% in funzione proprio degli anni di permanenza nel fondo pensione. Quindi prima si inizia, più vantaggi si hanno. Compresi quelli fiscali, visto che quanto versato al fondo pensione del figlio può essere dedotto in nel 730 abbattendo le imposte da pagare in funzione del proprio scaglione Irpef (quindi rimborsato in busta ai dipendenti e sottratto dalle imposte da pagare per le Partite Iva).

«Ok, ma se mi serve il capitale? Non posso mettere via adesso dei soldi che mio figlio rivedrà solo alla pensione»... Giusto, ed infatti il Fondo pensione aperto prevede diverse forme di anticipazione o riscatto, anche totale. 

Sarà sempre possibile chiedere un’anticipazione fino al 75% del montante in caso di esigenze sanitarie e, trascorsi otto anni dall’apertura, si potrà chiedere un’anticipazione fino al 75% del maturato per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, o fino al 30% del maturato per qualsiasi altra esigenza. In più, dal 2018, la legge sulla concorrenza ha esteso la possibilità di chiedere il riscatto in caso di perdita dei requisiti (cessazione lavoro, per esempio) anche agli aderenti a un fondo pensione aperto. Rispetto al passato, dunque, un soggetto che perde o cambia lavoro ed è iscritto a un qualsiasi fondo pensione può riscattare immediatamente tutta la posizione accumulata.

Ricorda: prima di scegliere, consulta un esperto!

di Filippo Benni  
giornalista esperto di economia e finanza

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