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Riscopriamo la parte bambina che è in noi

Solitamente quando si pensa al Natale si pensa ai bambini e se ne considera la festa, una festa “per” e “dei” bambini... 

Quante volte ci sarà capitato di sentir dire “quando ero bambino il Natale era diverso”... “da bambini sì che ci divertiva il giorno di Natale” e ancora “da bambini il Natale, sì che era Natale!”, e iniziano racconti densi di magia, colori, profumi, atmosfere natalizie ormai lontane nel tempo.                          

Eppure il Natale torna puntuale ogni anno, ma cos'è cambiato in noi? 
La risposta è molto semplice, siamo cresciuti, siamo diventati adulti, alcuni aspetti della nostra personalità hanno acquistato più spazio a scapito di altri, in particolare crescendo, la nostra parte bambina viene eclissata. Naturalmente per andare nel mondo abbiamo bisogno dei nostri aspetti adulti, ma ci sono momenti della nostra vita in cui è molto utile poter attingere alla nostra dimensione bambina. 

Uno di quei momenti è proprio il Natale, vi chiederete come fare, vi rispondo con l'estratto di una lettera che un adulto-bambino ha scritto per Babbo Natale: “Caro Babbo Natale, mi sembra strano stare qui seduto tra tanta gente, in una familiare atmosfera natalizia  e riflettere su quello che vorrei chiederti e scrivere… mio figlio ci ha messo 5 minuti a farlo … io, adulto, ho perso la spontaneità, l'entusiasmo e la gioia di chiederti regali, pensarti e scriverti .. mi è stata data carta e penna e sono tornato indietro nel tempo, più scrivo e più mi isolo, più ritorno bambino e il pensiero e la fantasia si sciolgono… porta a tutti noi adulti un pizzico di follia per restare sempre bambini nell'anima e divertirci con loro e come loro!” 

In ognuno di noi esiste una parte che resta sempre bambina… l'immagine della matriosca ci può aiutare a comprendere: tante bamboline una dentro l'altra, una sempre più piccola dell'altra, fino a che non si arriva alla più piccola di tutte, quella è la nostra parte bambina, esiste in ognuno di noi, è lì che aspetta soltanto di essere vista e ascoltata, di poterci regalare momenti di gioia, stupore, empatia… è una parte che “non ha dimenticato” perché siamo qui, che è in contatto con la nostra essenza, la nostra vulnerabilità… ci regala la capacità di entrare in contatto con le cose semplici, con la natura, con tutto il mondo bambino e quello animale e selvaggio… ma è anche in contatto con il gioco, la creatività e la fantasia… infatti, una delle  sfumature del bambino interiore è proprio il bambino magico, il bambino della fantasia, dell'immaginazione, dell'intuizione, della creatività. 

Possiamo approfittare del Natale per attivare questa dimensione, farci aiutare dai nostri bambini, prenderci del tempo per una lettura con loro, per un disegno, per un collage, un piccolo spazio per lasciare libera la fantasia!  

Ho sempre pensato al Natale come a un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L'unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi. 

Di Ebenezer Scrooge fu sempre detto che non c'era uomo al mondo che sapesse così bene festeggiare il Natale. Così lo stesso si dica di noi, di tutti noi e di ciascuno! Onorerò il Natale nel Mio Cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno.”

Canto di Natale, Charles Dickens

a cura dott.ssa Franca Errani
counselor relazionale a indirizzo Voice Dialogue, Tranier e Formatrice


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